PERCHÈ CONOSCERE ED ESEGUIRE LE INDAGINI DIAGNOSTICHE PER L'EDILIZIA

Si riscontra ogni giorno in modo drammatico il problema della sicurezza delle costruzioni non sempre ed esclusivamente in area sismica.

Causa di tali incresciosi episodi  spesso non è solo l’età degli edifici, la mancanza di corretta manutenzione o l’uso di materiale e tecnologie scadenti, ma piuttosto la ben più grave mancanza di una normativa specifica e di un uso-abuso del territorio in virtù di una sempre più incosciente  speculazione edilizia .

Con l’avvento delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (D.P.R. del 6 giugno 2001 n. 380, Ordinanza  PCM 3274 del 20 marzo 2003, Ordinanza  PCM 3431  del 03 maggio 2005, Nuove  Norme  Tecniche  delle  Costruzioni  D.M. 14-01-2008Circolare  Applicativa   n. 617  del  02-02-2009, Direttiva  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  del 9 febbraio 2011, Norme sulla Sostenibilità Ambientale degli edifici D.G.R. Puglia 2751/2012 e sulla Certificazione Energetica degli edifici D.P.R. n.75 del 16-04-2013 con l'applicazione dell'UNI/TS 11300-1:2008), si è passati da un sistema normativo di tipo prescrittivo ad un sistema di tipo prestazionale, ovvero basato non sull'obbligo di adozione di misure tecniche ma sul raggiungimento dei risultati.

Tale approccio impone al Progettista, al Direttore dei Lavori e al Collaudatore un maggiore sforzo e maggiori responsabilità, obbligandoli ad eseguire verifiche più attente ed accurate, sia in fase di collaudo che di esercizio dell’opera.

A questo punto, è doveroso chiarire il concetto di Diagnostica (A), a cosa serve (B) e a chi essa è rivolta (C).


A) 
La diagnostica strutturale rappresenta un campo
   di indagine volta a stabilire se un edificio esistente
   o in costruzione è in grado o meno di resistere alle
   combinazioni  di progetto contenute nelle norme.

B) A cosa serve la Diagnostica non invasiva:
    -   a conoscere la “ condizione di stato ” dei materiali
        prima delle fasi progettuali;
    -   a conoscere la “ condizione di stato ” dell’edificio
        esistente in relazione alla sua vetustà;
    -   a conoscere la “ condizione di stato ” della posa
        dei materiali dell’edificio esistente; 
    -   a conoscere la “ condizione di stato ” dei materiali
        e della loro posa in fase di nuova costruzione.

C) Il Laboratorio di Prove non Distruttive, si rivolge ai Tecnici
    ( Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti e alle Imprese Edili ).

 In conclusione, le indagini rinvenienti dalla Diagnostica non invasiva, forniscono una linea guida al progetto degli interventi da espletare su uno stabile, sia a livello di prevenzione che di esecuzione.


STRUMENTAZIONI D’USO PER LE INDAGINI:
  • Sclerometro con incudine per prove su calcestruzzo normale;
  • Pacometro digitale per localizzazione presenza, direzione e spessore armature
    nel cls, misurazione copriferro;
  • Pacometro digitale per valutazione rischio corrosione delle armature nel cls;
  • Apparecchiatura ad ultrasuoni e per sonica con Pc palmare per verifiche del calcestruzzo;
  • Deformometro digitale per il controllo dei dissesti e delle lesioni;
  • Martinetti piatti per le verifiche delle deformate delle murature;
  • Prova estrattiva con Pull - Off per stimare la resistenza a trazione dei materiali di ripristino collegati al sottofondo, come rivestimenti murari;
  • Endoscopio per conoscenza dei materiali e dei vuoti nelle murature;
  • Termocamera infrarossi ad alta sensibilità per applicazioni edili;
  • Blower door test per la verifica della tenuta all’aria dell’involucro;
  • Termoflussimetro per valutare la trasmittanza (U);
  • Georadar per indagini in profondità;
  • Attrezzature per il collaudo statico.